1 dicembre 2007

Gli aspetti legali del Web 2.0

Chi ha un sito Web 2.0, un social network o in generale un sito in cui gli utenti possono inserire contenuti (es. forum) deve stare attento: la responsabilità sui contenuti pubblicati è anche sua.

Molti tecnici non ci pensano, ma in Internet, soprattutto nel Web 2.0, è facile violare i diritti d'autore. QualeTeatro ha aperto da pochi mesi e ha già ricevuto una diffida da uno studio legale: qualcuno aveva inserito un contenuto senza l'autorizzazione della compagnia. Ovviamente ero in buona fede e non sapevo che quello spettacolo era "protetto". E' stata mia negligenza, avrei potuto prevenire? No, un controllo di questo genere è impossibile anche per Google o YouTube. (facciamo comunque dei controlli, ad esempio le foto sono pubblicate solo dopo approvazione)

Come molti altri, faccio accettare un contratto che vieta agli utenti di inserire materiale non autorizzato o illegale. Nessuno poi lo legge, ma questo è un altro discorso :-) Il problema è che un gestore/titolare di un sito è comunque responsabile. Ho immediatamente rimosso lo spettacolo incriminato, e ovviamente è tutto finito lì. So che altri siti, giornali e TV diffidati per lo stesso spettacolo si sono mossi molto più lentamente o hanno ignorato l'avviso... e allora si finisce in tribunale.

Il problema è decisamente interessante e riguarda tutti quelli che come me che fanno impresa col Web. Gli informatici spesso sanno poco o niente di leggi e contratti, ma possono pagarne le conseguenze. Un ragazzo può mettere online un sito tecnicamente eccellente in un batter d'occhio, ma può altrettanto velocemente finire nei guai.

Ecco perchè ho deciso di approfondire l'argomento con un esperto, l'avv. Gerardo Antonio Cavaliere, giornalista e collaboratore di StudioCelentano.it, co-autore del Manuale Breve di Informatica per Avvocati.

Ho messo online la nostra chiacchierata, sotto forma di Q&A. Credo che possa essere molto utile ai lettori di questo blog. Il tutto (finalmente :-) nel nostro linguaggio: parleremo di webmaster, IP, crawler, server all'estero...
Continua e leggi l'intervista >>

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diggita.it

03 dicembre 2007 - 11.00

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Gli aspetti legali del Web 2.0

Mirko

Mirko

05 dicembre 2007 - 23.25

ganzissimo, andremo tutti in prigione!

M.rkino

M.rkino

06 dicembre 2007 - 15.57

Non capisco come il problema della "responsabilità sui contenuti pubblicati" sia importante "soprattutto nel Web 2.0"... Il problema è sia nel web 2.0 nel sia "web classico". Chiunque gestisce/amministra un sito dove possono essere inseriti contenuti dagli utenti deve pensare alla moderazione (preventiva o a posteriori).

Marco B.

Marco B.

06 dicembre 2007 - 16.56

grazie per l'ottima intervista...molto utile...ero proprio alla ricerca di queste info, quindi è stata una consulenza gratuita direi ;-)

anna maugeri

anna maugeri

09 gennaio 2008 - 17.48

il mio web master ha reso impraticabile il sito che aveva fatto per me due anni fa. gli avevo comunicato che non desideravo più avere la sua assistenza (300 euro all'anno compreso il dominio). mi ha risposto che allora io non potevo più usare la sua grafica, anche se gli avevo corrisposto 600 per la sua realizzazzione. ha detto che la grafica resta sua per sempre,altrimenti dovevo pagarla a parte. chiedo allora che cosa avevo comprato con i soldi a lui dati a parte le 250 di assistennza all'anno. mi ha risposto: sempre servizi; che potevo usufruire sel sito, ma che solo il dominio e lo spazio web erano miei. ho ribattuto che si tenesse pure la sua grafica e che non gli davo i soldi della gestione dell'anno appena passato. risultato mi ha smontato tutto il sito!!! domanda: poteva farlo? e vero che lui ha i diritti della grafica per sempre anche non cè nessun a cosa scritta , ma solo accordi verbali?

M.rkino

M.rkino

09 gennaio 2008 - 18.22

NON sono un esperto legale in materia ma IMHO, se non c'era nulla di scritto credo che il sito fosse tuo indipendentemente da chi lo dovesse gestire... non ho mai sentitio parlare di diritti impliciti sulla grafica...

Gerardo Antonio Cavaliere

Gerardo Antonio Cavaliere

19 gennaio 2008 - 22.16

Ciao Anna, ho letto il Tuo post e la Tua problematica.
La configurazione giuridica del caso sarebbe da inquadrare in questi termini. Tu hai commissionato una prestazione a un soggetto. Si chiama appalto di servizi. La titolarita' morale e patrimoniale dell'opera da lui fatta appartiene sempre al suo autore. A meno che voi non abbiate pattuito *espressamente* che con quei soldi lui avrebbe ceduto a Te tutti i diritti patrimoniali su quelle opere da lui realizzate. Mi spiego. Ti poteva vendere anche solo il diritto a riprodurre on line le img da lui create, ma pur sempre lui aveva la possibilita' di modificare, per es., le img a suo piacimento, perche' non Ti aveva ceduto *tutti* i diritti patrimoniali sulla creazione.
Se non avete pattuito espressamente nulla di simile (per es., cessione di *tutti* i diritti patrimoniali sulle opere), allora ha ragione lui (tranne per quanto riguarda l'attivita' ritorsiva posta in essere contro il Tuo sito, ovviamente).

anna

anna

21 gennaio 2008 - 19.12

Gentile Gerardo,
molte grazie per la risposta, fa chiarezza dentro di me e mi suggeriche ciò che è mio diritto rivendicare, e ciò che devo, a chi mi ha fatto il sito, riconoscere. Mi è sembrato un atto molto grave avermi distrutto il sito. Posso ancora accettare che lui sia comunque proprietario della grafica , che possa metterci mano come vuole, e che io non debba modificarla in alcuna parte; la questione è ora se posso accetare il suo ricatto, ammesso che sotto pressione di un avvocato mi riapra il sito, di dovere tenere a vita la sua assistenza e pagare 250 euro l'anno ,malgrado ho appurato che il sito mi è tornato utile più per l'accesso che ne fanno i miei clienti stessi tramite i biglietti che do loro, che da clienti sconosciuti del web che mi scrivono ma non si fidano quasi mai a comprare un quadro senza vederlo da vicino....non ho bisogno quindi di ulteriore manutenzione per maggiore visibilità.Forse deciderò di lasciare perdere anche se mi fa rabbia, e fare un nuovo lavoro con maggiori cautele e carte scritte,stavolta.Grazie per il prezioso chiarimento, era importante per me sapere i limiti entro cui muovermi.Cortesissimi saluti, Anna Maugeri

Luigi

Luigi

01 maggio 2008 - 15.14

Ciao A tutti,
spero di ricevere il vostro cordiale aiuto. Mi ritrovo in una situazione un po' simile a quelle segnalate ma con aspetti particolari. Mi sono recato da un programmatore con una mia idea progettata e ideata in tutti i suoi dettagli, grafica compresa (già realizzata). Lui in realtà ha semplicemente sviluppato il progetto seguendo alla lettera tutti i passaggi necessari al raggiungimento del risultato desiderato. Dopo tante peripezie siamo giunti alla realizzazione della piattaforma. Ora nasce un problema. Cosa potrà indicare il programmatore sul mio sito? "Powered by" "realizzato da" o semplicemente inserire il suo nome all'interno di un link "credit". Lui, in realtà, non ha fatto altro che tradurre in programmazione i flussi di informazioni che io gli definivo volta per volta nei nostri incontri. Mi ha ribadito il fatto che la piattaforma è di mia piena proprietà tranne se decidessi di rivendere i dettagli di qualche procedura. Ma non mi sembra giusto che sul mio sito possa apparire quasi come l'ideatore del progetto, quando alla fine è stato semplicemente colui che reso la sua intellettualità solo nel tradurre in asp ciò che io gli definivo nel dettaglio. Spero che qualcuno di voi mi possa dare qualche chiarimento e suggerimento. Grazie a tutti. Luigi

Matteo

Matteo

10 luglio 2008 - 11.07

Ciao a tutti,
aggiungo la mia esperienza a proposito perchè sono molto interessato alla tematica, chiedendovi possibilmente di aggiungere pareri ed eventuali soluzioni in merito.
Gestisco un social network che sta riscuotendo un discreto successo, per raccogliere foto della mia cittadina nel passato, quando era agli albori, anni 50/60. Con l'aumentare degli iscritti e delle foto in archivio (ad oggi ci sono all'incirca 2500 iscritti e quasi 8000 immagini caricate dagli utenti), ovviamente sono sorti dei problemi.
Tempo fa, quando le foto erano poche, un responsabile della mostra fotografica comunale ci ha contattati per farci notare che un utente aveva pubblicato una fotografia da lui (responsabile) scattata (foto che tra l'altro era stata scannerizzata dall'utente da una rivista), facendo parecchie storie in merito; ci siamo pertanto limitati a cancellarla. Tutto bene...
Con l'incessante successo dell'iniziativa, ovviamente questo personaggio ha pensato di fare il "furbetto". Ad oggi consulta il nostro archivio fotografico, prende contatti direttamente con gli autori delle fotografie (la nostra è una cittadina di qualche migliaio di abitanti..più o meno ci si conosce tutti), si fa firmare delle liberatorie per utilizzarle nella sua mostra, dopodichè ci contatta per farci notare che le liberatorie sulle foto ce le ha lui e non noi, minacciandoci di andare per vie legali...a parte il comportamento riprovevole, che va totalmente al di là dello spirito etico con il quale abbiamo partorito questa iniziativa, ovvero ritrovare amici di infanzia condividendo con loro foto e ricordi, non c'è un qualche appiglio, un qualche cavillo legale per limitare questa sua discutibile iniziativa?? Noi siamo in 10 che ci adoperiamo volontariamente da oltre un anno per costruire questo archivio (abbiamo anche fondato una ONLUS, con conseguenti spese legali, notarili etc...per perseguire i nostri obiettivi, uno dei quali è appunto istituire una mostra fotografica), e adesso lui può bypassare il nostro operato, prendendo direttamente contatto con gli autori...per poi rivalersi su di noi??
Chiedo gentilmente se qualcuno può darmi una qualche indicazione in merito, dal momento che l'avvocato che normalmente ci ha seguito ha ammesso una sua mancanza di base in materia di diritto legato al Web 2.0...anche perchè probabilmente non esiste ancora alcuna normativa in Italia.
Buona giornata a tuttiSmile

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15 ottobre 2008 - 22.50