I domini .com a 4 lettere sono ormai tutti presi, così ho provato a controllare cosa ci fosse su Cuil.com prima del motore di ricerca. Il dominio era semplicemente in vendita per speculazione, e dall'ultimo snapshot del 21/05/2007 di Archive.org si deduce che sia stato acquistato da Cuil per almeno 4.250$:
Source: Archive.org - On May 21, 2007 Cuil.com was for sale for 4,250 USD
Il dominio è interessante perchè si pronuncia come cool, ma ha anche dei notevoli rischi: molti si sono già accorti cosa succede se si inverte la i con la l :-)
Invece, Cuil.it era ancora libero: il 28 luglio mattina è però entrato in fase di registrazione, chissà quanti hanno provato a prenderlo. Dal 1 agosto il dominio è stato ufficialmente assegnato alla InterAffari di Sasso Marconi.
Volete tentare l'impresa (nel vero senso della parola!) ed entrare nel team di una startup? Magari direttamente in Silicon Valley :-)?
Startuply (già Jowba.com) è il sito dove potete trovare le offerte di lavoro delle startup di tutto il mondo:
Curiosità: per adesso l'unica startup italiana in Startuply è Meemi di Sesto San Giovanni.
Gli over-50 usano il Web 2.0 e in alcuni casi partecipano ai social network più dei giovani.
Secondo uno studio sui navigatori americani, gli over-50 hanno un comportamento simile ai giovani quando controllano le news, partecipano ai social network, comprano online. Magari usano TeeBeeDee al posto di MySpace e Eons più di Facebook, ma questo è un altro discorso :-) Lo studio riguarda solo gli USA, la tendenza è confermata anche da ricerche europee. Empiricamente posso confermare anche per l'Italia :-)
Secondo lo stesso studio, fanno eccezione instant messaging e video online, usati prevalentemente dai giovani.
Su Nòva di oggi c'è un articolo di Luca Conti sulla startup Noesis, che ho presentato assieme a QualeTeatro a Techtalk 2008.
Mentre QualeTeatro è "alla Truemors", Noesis è una startup "vera" :-): competitor mondiali, grandi rischi e ovviamente grandi opportunità. Ecco il mitico team ripreso da webcam proprio 5 minuti fa:

Il team Noesis. Da sinistra verso destra: io, Domenico, Nicola, Laura, Giada, Maria
Noesis opera in un settore in fortissima crescita, quello dell'advertising online: la nostra tecnologia di punta è Carousel che - cito dall'articolo - "è in grado di ottimizzare i messaggi pubblicitari inviati al navigatore, in un'ottica multicanale (web, email, cellulare). La sfida è di proporre l'annuncio giusto al momento giusto, attraverso i dati relativi alla navigazione dell'utente, adattandosi al mutamento dei contenuti online, con un sistema adattivo che evolve in tempo reale".
Che dire... è emozionante leggersi come "una [startup] tra le più promettenti e tutte made in Italy" :-)
Truemors è una startup avviata nel 2007 con soli 12.000$. Nessun venture capitalist, nessun business plan, nessun costo marketing. In Internet può succedere che qualcuno segua questa strategia. E Truemors è un caso che ha fatto scuola tra gli imprenditori Web di tutto il mondo.
Truemors permette agli utenti di pubblicare rumors, ovvero indiscrezioni e voci di corridoio. Dietro a Truemors c'è il poliedrico Guy Kawasaki, imprenditore e comunicatore piuttosto noto in Silicon Valley.
Dopo circa un anno di vita, Truemors è stato acquisito da NowPublic. Non sono ancora noti i termini dell'accordo, ma si parla di una cifra "bassa" - direi sotto il milione di dollari.
Certo, Guy vive al centro dell'impero sa come muoversi (ormai è lui stesso un venture capitalist). Ma Truemors dimostra come nel Web 2.0 si possa lanciare velocemente una startup con un basso indebitamento (e pure senza un business plan preciso), sfruttando il fattore tempo e minimizzando il rischio d'impresa. Come direbbe Guy, "life is good for entrepreneurs these days".
Interessante analisi di Gigi Gerbino sull'evoluzione del prezzo del petrolio. Il trader interpreta il trend attuale, cercando di capire le cause e ipotizzando scenari futuri.
Conosco Gerbino e ho seguito un suo corso di trading qualche anno fa: periodicamente pubblica sul suo BorsaProf.it dei report gratuiti. Nell'ultimo parla appunto del petrolio, riconoscendo un movimento dei prezzi simile a quello del Nasdaq del 2000, ovvero della bolla speculativa della new economy:
[dal sito] Essendo in presenza di un rialzo strutturale, dovuto a insufficiente offerta e sovrabbondante domanda, è difficile ipotizzare la fine del trend rialzista di lungo periodo, almeno per qualche anno e fino a quando non si avrà la diffusione di massa di fonti veramente alternative.
Tuttavia non possiamo ignorare, guardando al movimento di breve, che i caratteri di impulsività evidenziati dal grafico, sono tipici segni di euforia sganciata dalla realtà, che si vedono quando il trend ha raggiunto le sue fasi finali e necessita di una forte correzione. In altre parole, sul petrolio si è creata una bolla che assomiglia sinistramente a quella che nel 1999 si gonfiò attorno alla new economy. Se proviamo a sovrapporre il grafico degli ultimi 18 mesi del future sul petrolio con quello dei 18 mesi precedenti la fine della bolla new economy sul Nasdaq del marzo 2000, troviamo analogie impressionanti. Si veda l’immagine allegata.
Allora sappiamo com’è finita: con un calo del 78% dell’indice Nasdaq in poco più di due anni. Questa volta non mi azzardo a prevedere un crollo dell’80% delle quotazioni, però un ritorno in area 100, dove tra qualche settimana transiterà la trend line di medio periodo, potrebbe essere nell’ordine delle cose, se non arriveranno elementi di “disturbo”, come potrebbero essere sviluppi bellici sul fronte iraniano, e se le autorità americane decideranno di spuntare le unghie della speculazione attaverso un aumento dei margini [...]
Sono stato invitato a partecipare a Techtalk Italia 2008, dedicato agli imprenditori Web italiani. Domani raggiungo il gruppo a Firenzuola:
Non c'è Silicon Valley che tenga, sulla location vinciamo noi ;-)
L'ISTAT ha pubblicato nella collana Contributi l'ebook Introduzione al Web 2.0 per la Statistica. Non lasciatevi ingannare dal titolo: anche se pensato per gli statistici, il libro contiene un ottimo capitolo sul Web 2.0, ideale per chi si avvicina al mondo 2.0 e vuole una panoramica a 360 gradi.
In stile 2.0, il testo è condiviso online e il pubblico può collaborare con gli autori per migliorarlo.
Sono stato uno dei primi ad unirmi al gruppo, ieri sera non potevo certo mancare alla nascita di FlorenceIN!
FlorenceIN è una associazione senza fini di lucro, appartenente alla federazione dei ClubIN, il cui scopo è far incontrare di persona gli utenti LinkedIn (in futuro di altre community professionali) che lavorano e/o vivono a Firenze e dintorni.
FlorenceIn segue l'esempio di MilanIn, attivo già da 3 anni. I tempi sono maturi per portare i club in altre città. E' piacevolissimo conoscersi dal vivo, presentare ed essere presentati, incontrare professionisti della propria zona - non necessariamente del settore ICT. Un social network che esiste anche offline è decisamente un'altra storia.
Il gruppo conta già 350 membri! Uno spaccato del mondo business toscano con aziende appartenenti a tutti i settori merceologici (da Dada a GE Oil&Gas, da Gucci a Menarini, quindi Una Hotels, !D-mail, Giunti, Nannini, Suzuki, Trenitalia, Patrizia Pepe, ecc.) e referenti di ogni ruolo aziendale (dai Sistemi Informativi al Marketing Comunicazione, Analisti Finanziari e Controller, Consulenti, Avvocati, Geometri, Head Hunter, Professori Universitari, ecc.).
Ottima iniziativa, complimenti alla vulcanica Presidente Laura e ai mitici fondatori Davide, Guido, Lapo, Luigi, Luisa, Nina e Stefania! Non vedo l'ora di fare il prossimo incontro... :-D
Dopo quello sulla coda lunga, ecco un altro grafico dalla presentazione a Web 2.Oltre: le caratteristiche socio-demografiche del pubblico di QualeTeatro. Il campione è l'insieme degli utenti registrati (ad oggi circa 4.500), rappresentativo dei visitatori totali (35.000 uniques/mese, 120.000 views/mese).
Considerazioni:
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Gli under-25 sono pochissimi, praticamente il contrario di MySpace, che concentra i suoi utenti tra 16 e 24 anni (dati diffusi a Web 2.Oltre dal Country Manager italiano di MySpace). Ovviamente questo non significa che il Teatro non sia per i giovani, anzi... ma questa è un'altra storia.
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Il 50% ha tra 30 e 50 anni.
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Il 20% ha più di 50 anni (!)
Quando sono partito mi dicevano che non avrei avuto successo perchè "chi va a teatro non usa Internet". In effetti il rischio di non raggiungere una nicchia decente c'era, ma sarebbe stata solo questione di tempo. E poi pensavo che le vie della Coda sono infinite (ok ok, sono un semplicemente incosciente :-). Alla fine comunque è andata bene, la nicchia è decente già oggi :-)e QualeTeatro ha raggiunto il pareggio dopo 6 mesi dal lancio.
Direi che i dati sono in linea con le ricerche di mercato, che mostrano una diffusione di Internet sempre maggiore tra gli utenti senior.